Metodi naturali per indurre il travaglio

Fin dall’inizio della gravidanza ci viene comunicata la data del presunto giorno in cui il nostro bambino deciderà di venire al mondo.
È utile ricordare che questa data è davvero solo presunta e che, nella maggior parte dei casi, non è calcolabile con precisione.
Una volta arrivate al fatidico momento quindi, respiriamo profondamente e pensiamo che il nostro bambino non conosce orologi nè calendari e che la decisione di uscire dal suo comodo nido è influenzata da diversi fattori.

Uno tra questi è certamente il nostro atteggiamento: più saremo IMG_5290in tensione, stressate e agitate, meno il nostro bambino avrà voglia di venire a conoscerci.
È importante e certamente difficile anche cercare di non farsi stressare dalle continue domande: “ancora niente?”, “proprio non si decide a uscire eh?”, “sempre con il pancione…” che iniziano a porci amici e parenti dopo qualche giorno di presunto ritardo del nostro piccolo.

In casi normali e senza complicazioni si può attendere fino a 10 giorni dopo la data indicata per il parto prima di ricorrere a un’induzione artificiale.

(La mia ginecologa, all’inizio della gravidanza, mi propose di anticipare di qualche giorno il termine per rimanere a casa a inizio settimana dal lavoro. Non accettate queste proposte, piuttosto lavorate qualche giorno in più ma date al vostro bimbo tutti quei 10 giorni effettivi di tempo per prendere la decisione di uscire.)

Indurre il travaglio naturalmente

liberamente tradotto da “Hypnobirthing” di Marie F. Mongan

Ci sono dei casi in cui, passato il termine, bisogna recarsi velocemente in ospedale. Alcuni segnali che c’è qualcosa che non va sono:
– il bambino si muove poco o non si muove per più di 6 ore
– alcune ore dopo la rottura delle acque non iniziano le contrazioni
– avete un mal di testa forte e persistente
– il liquido amniotico dopo la rottura delle acque ha un odore forte e fastidioso o un colore strano tipo verde o marrone
– forti perdite di sangue
– febbre
– diarrea o vomito persistenti
– urina molto scura

Se non avviene niente di tutto ciò (è la stragrande maggioranza dei casi), rilassatevi e rimanete fiduciosamente in attesa.

Come ho già detto, un atteggiamento rilassato influisce molto sull’inizio del processo del travaglio.
Altri metodi per indurre naturalmente il travaglio sono:

Mangiare cibo piccante.

Fare l’amore – se non avete ancora rotto le acque. Lo sperma infatti contiene l’ormone prostaglandina, che aiuta il collo dell’utero ad ammorbidirsi.
Inoltre i baci, gli abbracci, le carezze e la stimolazione del clitoride e dei capezzoli con le mani o con la bocca provocano la produzione di ossitocina, che può indurre le contrazioni.

Visualizzare l’apertura del canale del parto. (v. la visualizzazione)

Camminare.

Farsi un bagno caldo aiuta a rilassare i muscoli e può accelerare l’inizio del travaglio.

Lasciare andare le paure. Può capitare che non riusciamo a rilassarci perché abbiamo delle paure, delle emozioni nascoste o dei problemi irrisolti di cui non riusciamo a parlare. A volte è necessario un aiuto professionale ma spesso si può anche prenderne atto e lavorare sula situazione de sole o con il proprio compagno. Sentimenti negativi repressi portano a una tensione nel corpo e nella mente e alla produzione di catecolamine, che ritardano l’inizio del travaglio.

Agopressione e agopuntura.

Svuotare l’intestino. Un semplice clistere fatto in casa e comprato in farmacia può stimolare la produzione di prostaglandine.

Nel caso in cui nessuno di questi metodi funzioni e l’induzione sintetica sia totalmente necessaria, si può chiedere al personale medico di somministrare la dose minima di ossitocina e di interrompere la sua somministrazione immediatamente una volta che il processo del travaglio sia stato innescato.

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