La legge dello sfintere

come aiutare la dilatazione

Si tratta di una legge teorizzata dalla famosa ostetrica statunitense Ina May Gaskin, per la quale il parto è un processo fisiologico portato a termine dalla cervice e dalla vagina ed è paragonabile al processo che svolgono la vescica e il retto.

Si parte dal presupposto che gli sfinteri funzionano meglio nell’intimità, per esempio in un bagno con una porta chiusa a chiave oppure in una stanza accogliente dove non possa entrare chiunque.

Gli sfinteri non possono essere aperti e chiusi a piacimento (o almeno non da subito – nei primi anni di vita i bambini non hanno infatti controllo su vescica e retto, il controllo degli sfinteri è un lungo processo di apprendimento per l’essere umano) e non reagiscono a un comando (“spingi!” o “rilassa!”).

Inoltre quando lo sfintere di una persona entra nel processo di apertura è possibile che si chiuda all’improvviso se il soggetto si arrabbia, è spaventato, umiliato o impacciato.

Immaginate di stare facendo la pipì o la cacca in una stanza rumorosa, con luci puntate su di voi e dove una gran quantità di persone che non conoscete entrano ed escono a loro piacimento, scrutano le vostre parti più intime e fanno commenti su quello che state facendo, dandovi ordini perentori su come continuare a farlo. Quale dei vostri sfinteri sarebbe in grado di aprirsi in una situazione del genere?

Se partorisci in un ospedale, assicurati di poter decidere chi entra ed esce dalla stanza dove stai partorendo e chiedi gentilmente di mantenere un ambiente tranquillo e rilassato. Se è possibile fai abbassare le luci e chiedi ai presenti di non alzare la voce e rispettare il momento.
Chi si dovrebbe occupare di far rispettare queste tue richieste è il tuo accompagnatore visto che tu in quel momento ti troverai probabilmente in un’altra dimensione rispetto ai presenti.

Se ti dicono che non è possibile assecondare le tue richieste… scegli un altro ospedale! Ci sono sempre più strutture che vanno in questa direzione. Vale la pena di fare qualche kilometro in più per evitare situazioni spiacevoli.

A questo proposito informati sulla possibilità di consegnare alla struttura il tuo PIANO DEL PARTO (birth plan), è una cosa ancora non molto diffusa in Italia ma assolutamente fattibile. Si tratta di un accordo vincolante tra la partoriente e la struttura dove decide di partorire. Ecco un esempio di piano del parto:
http://www.mammapermamma.eu/2009/09/03/il-piano-del-parto/

ospedale naturaleospedale naturale

Ricorda inoltre che ridere ha un fantastico effetto di apertura sugli sfinteri. Molte di voi penseranno che non è possibile avere voglia di ridere durante il travaglio ma, se l’ambiente è quello adeguato, la donna è sufficientemente rilassata e la compagnia è gradita, può succedere, soprattutto nella sua parte iniziale (che è anche quella decisiva per l’apertura della cervice).

Un altro aspetto sorprendente legato all’apertura della cervice o collo dell’utero e della vagina è la sua stretta correlazione con la bocca e la gola.

Le donne le cui bocche sono rilassate e aperte durante il travaglio e il parto raramente hanno bisogno di punti.
Una volta rilassata la bocca infatti i tessuti muscolari del perineo e del pavimento pelvico diventeranno più flessibili ed elastici e quindi maggiormente in grado di scivolare intorno alla testa e al corpo del neonato senza lacerarsi e senza la necessità di venire tagliati.
Ci vuole molta concentrazione e forza di volontà per mantenere la bocca e la mascella rilassata perché, come le donne che l’hanno provato ben sanno, la prima reazione alla sensazione di crampo o di dolore è di serrare la mandibola. È importante quindi anche in questo caso che il tuo accompagnatore tenga questo punto ben in mente e ti possa aiutare a controllarti.

Un modo per riuscire nell’intento di rilassare la mascella e la bocca è emettere suoni- possibilmente bassi- durante l’espirazione (per esempio la “OOOOO”), cantare o lamentarsi profondamente, muggire o usare la tecnica che Ina May Gaskin descrive come tecnica delle “labbra di cavallo”:
“quando una persona rilassa completamente le labbra e soffia un buon quantitativo di aria attraverso di esse, facendo una certa pressione e facendole vibrare delicatamente durante questo processo, si ha la sensazione del tipico verso emesso dai cavalli. Ho scoperto che quando le donne cercano di imitare questo verso (anche se non ci riescono sempre) la loro bocca si rilassa in modo considerevole e così la gola e, allo stesso tempo, anche la cervice e il perineo. Le donne che hanno provato questa tecnica quando hanno dolori mestruali l’hanno trovata estremamente utile per alleviare il dolore. La consiglio anche a persone molto costipate – incluse quelle che soffrono di emorroidi – che hanno ovviamente paura del dolore che potrebbero provare se aprissero lo sfintere anale nel processo di defecazione.”

Un effetto miracoloso sulla dilatazione ce l’hanno anche parole gentili e incoraggianti pronunciate dalle ostetriche, frasi d’amore, effusioni e baci scambiati con il compagno. Tutte queste cose stimolano la produzione di ossitocina ed endorfine, gli ormoni della felicità e dell’amore, che accelerano il processo del parto e al tempo stesso creano un naturale effetto antidolorifico. Ricordiamo che il potere anestetico dell’endorfina prodotta dal corpo è 200 volte più alto di quello della morfina.

Per l’effetto delle visualizzazioni e la forza del pensiero sulla dilatazione della cervice, rimando alla parte dedicata all’ hypnobirthing.

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