La respirazione

Secondo l’hypnobirthing esistono tre tipi di respirazione da usare in tre diverse fasi del parto e che devono essere praticati regolarmente durante la gravidanza: la respirazione calmante, la respirazione dell’onda (o contrazione) e la respirazione del parto.

La respirazione calmante

La respirazione calmante è quella che si usa nelle pause tra una contrazione l’altra, soprattutto quando queste sono abbastanza lunghe, cioè prevalentemente all’inizio del travaglio.
È molto importante riuscire a rilassarsi durante le pause sia per non disperdere inutilmente le forze, che ci saranno poi molto utili verso la fine, sia per aiutare il processo di dilatazione del collo dell’utero.

Mettiti in una posizione comoda, per esempio seduta su un divano o una poltrona, e rilassati.
Appoggia la testa e la nuca su un cuscino dietro di te oppure piega la testa in avanti verso il petto. Chiudi gli occhi senza forzare le palpebre. La bocca deve essere chiusa e le tue labbra si devono sfiorare leggermente. Tocca con la punta della lingua il punto dove si incontrano i denti e il palato e goditi la sensazione di rilassamento che si spande per il tuo corpo.

Ispira profondamente dilatando l’addome e conta fino a 4. Senti la pancia che si solleva con l’ispirazione.
Ora espira il più lentamente possibile contando fino a 8 e concentra tutta l’energia verso la zona lombare e perineale. Cerca di espirare con il naso ma se lo vuoi fare con la bocca fai attenzione che le labbra siano completamente rilassate e fai uscire solo poca aria alla volta.
respirazione calmanteLascia cadere le spalle e rilassa tutto il corpo e la faccia concentrandoti su ogni contrattura e pensando di scioglierla.
Per essere sicura di stare facendo bene l’esercizio mettiti la mano sinistra sulla pancia e quella destra sul petto. Quando ispiri sentirai la mano sinistra che si solleva verso l’alto ed espirando le due mani torneranno ad avvicinarsi. Fai attenzione a non gonfiare il petto e i polmoni mentre ispiri, ma solo la pancia.
Questa respirazione è facile da dominare e con un po’ di esercizio non avrai più bisogno di contare né di usare le mani e potrai facilmente entrare in uno stato di rilassamento completo.

La respirazione dell’onda

respirazione hypnobirthing - onda
The great wave of Kanagawa – Hokusai

Nell’hypnobirthing le contrazioni vengono chiamate onde. Questo aiuta a togliere la connotazione negativa della parola.
Quella dell’onda è un’immagine molto efficace perché aiuta la donna ad aprirsi mentalmente e fisicamente al parto, ad accettare la contrazione in maniera più serena e ad evitare di chiudersi per difendersi dal suo arrivo.

É molto importante accompagnare l’onda con il respiro e cercare di fare meno respiri possibili allungando al massimo la durata dell’inspirazione e dell’espirazione. Questa respirazione dev’essere praticata regolarmente e, con l’esercizio, la durata del respiro si allungherà notevolmente.

La cosa più importante è che alla fine dell’espirazione i polmoni siano vuoti e la respirazione avvenga attraverso l’addome. Cerca di enfatizzare il movimento ascendente e discendente del diaframma, dopo aver svuotato i polmoni al massimo (inizia con un’espirazione).
Durante una contrazione bisognerebbe idealmente espirare una o due volte al massimo, soprattutto durante le prime contrazioni, che non sono eccessivamente lunghe. Non hanno importanza i secondi né il numero di respirazioni che fai, ma che tu respiri il più lentamente possibile e magari intonando una vocale durante l’espirazione. Vedrai che questo diminuirà notevolmente il dolore. (v. il parto naturale – la legge dello sfintere).

Durante il corso di hypnobirthing l’insegnante fece con noi degli esercizi per dimostrare la forza del respiro e la sua importanza nella percezione del dolore.

Puoi provare a farlo a casa con il tuo compagno:

posizionati in piedi con le gambe leggermente aperte e inizia a pensare a quello che hai mangiato a pranzo o a che cosa dovrai fare ancora quel giorno e dì al tuo compagno di mettersi di fianco a te e spingerti sulla spalla con la mano aperta. Probabilmente riuscirà a spostarti senza fare molta forza.
Dopodiché concentrati e opponi resistenza alla sua spinta, probabilmente
dovrà fare un po’ più di forza per riuscire a spostarti.
Prima della terza spinta inizia a respirare profondamente dal naso e con l’addome, concentrati solo ed esclusivamente sul tuo respiro, dì al tuo compagno di usare la stessa forza che ha usato nella seconda spinta e vedi che succede…

La respirazione del parto

Si tratta di un argomento un po’ controverso, dato che secondo la tecnica dell’hypnobirthing il bambino verrebbe semplicemente “respirato” fuori dalla partoriente. Sinceramente ho trovato questa respirazione molto interessante da praticare, ma nel momento vero e proprio del parto ho sentito una necessità atavica ed incontrollabile di spingere e penso di aver fatto la cosa giusta assecondando il mio corpo nel suo desiderio.
Pur sostenendo che sia possibile partorire un bambino anche senza spingere, nel suo libro Marie Mongan non si dice contraria alla spinta in sé, bensì alla tecnica della spinta forzata.
Molte delle donne a cui viene somministrata l’anestesia epidurale perdono, oltre alla sensibilità al dolore, anche la naturale necessità di spingere. Per questo, normalmente vengono guidate nell’ultima fase del parto da un medico o un’ostetrica che, per quanta esperienza possa avere, non sa e non può sapere quando e quanto il corpo di ogni donna ha bisogno di spingere.
Non sono sicura che si riesca a utilizzare questa respirazione durante il parto, ma mi sembra comunque molto utile provare a praticarla.

La posizione ideale per farlo è stando seduta sul gabinetto (questa è a proposito anche una buona posizione da utilizzare durante il travaglio). Questa respirazione è particolarmente utile per espletare le funzioni corporali e, se capirai bene come funziona, vedrai che ti allevierà alquanto il compito.

posizione parto

A differenza della respirazione dell’onda, la respirazione del parto è più corta e veloce ed è necessario respirare più di una volta durante una contrazione.
Questa tecnica è chiamata anche respirazione della “J” rovesciata a descrivere il tragitto che il respiro percorre lungo il tuo corpo.

Siediti sul gabinetto e chiudi gli occhi, rilassati profondamente e porta la punta della lingua nel punto di incontro del palato con i denti.
Comincia con una corta ma profonda inspirazione dal naso e invece di espirare in fuori attraverso il naso o la bocca, manda il respiro al tuo interno, lungo la gola, fallo poi scendere e passare dietro e sotto al tuo bambino a descrivere una “J” rovesciata con la punta più corta in avanti.
Fai attenzione al respiro, è importante che, insieme a tutta la tua energia, si diriga verso il basso.

HYPNOBIRTHING

UN UTERO SENZA PAURA

IL RILASSAMENTO

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