Un utero senza paura

(liberamente tradotto da “Hypnobirthing” di Marie F. Mongan)

Nell’utero ci sono tre strati muscolari. I due di cui ci occuperemo sono quello più interno e quello più esterno.

Lo strato più interno è formato da muscoli che hanno forma di anello e percorrono l’utero orizzontalmente.

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Questi anelli circondano idealmente il vostro bambino e si fanno più fitti man mano che ci si avvicina al collo dell’utero. Per permettere al bambino di scivolare facilmente nel canale di parto, questi muscoli a forma di anello si devono rilassare ed accorciare in modo da favorire l’apertura della cervice.

Lo strato più esterno dell’utero è invece formato da muscoli che lo percorrono verticalmente come dei nastri e che si uniscono nella sua parte più alta.

uteroQuando questi muscoli si tendono, tirano verso l’alto i muscoli a forma di anello, che in quel momento sono rilassati, accorciando e aprendo il collo dell’utero progressivamente.

Con un movimento paragonabile a quello di un’onda i due strati di muscoli lavorano insieme in armonia per mandare il bambino verso il basso.

L’immagine associata a questo processo consiste nel visualizzare i muscoli inferiori come morbidi nastri di raso blu che non oppongono resistenza alla tensione dei muscoli superiori. Ovviamente questo è solo un esempio di immagine, puoi senza problemi cambiare il colore dei nastri, il loro materiale o addirittura immaginarli come fili d’erba o raggi di luce… devi solo trovare l’immagine che ti è più congeniale e cercare di vederla davanti a te ripetutamente fino ad assimilarla.

Ma vediamo invece cosa succede a questo splendido muscolo quando è bloccato dalla tensione e dalla paura. Riconosciamo l’effetto di tensione e paura in ogni processo di parto che non procede, rallenta o arriva a un punto di stallo. Nella maggior parte dei casi, invece di aiutare le madri a riconoscere gli effetti della paura e della tensione sul loro corpo e conseguentemente a rilassarsi, si induce il parto.
Medicine,tecnologia e manipolazione obbligano il corpo delle donne a fare qualcosa di cui sarebbe perfettamente capace se le condizioni per il parto fossero quelle giuste.

(vedi la mia esperienza di parto: dopo una situazione di stress in cui il travaglio si era praticamente fermato, mi è stato somministrato un calmante omeopatico per permettermi di riprendere le forze e partorire da sola invece di indurre il parto contro la volontà del mio corpo – N.B. Il sacco amniotico non era rotto e non c’era nessun motivo per cui si dovesse intervenire).

Gli effetti psicologici negativi della paura sul processo del parto si possono seguire fino al funzionamento del sistema nervoso vegetativo, autonomo o involontario (SNA).
Il SNA è una rete di comunicazione all’interno del nostro corpo. La sua funzione principale consiste nell’interpretare i messaggi che riceve, decidere che cosa fare al riguardo e mandare l’ordine ad altri sistemi del corpo. L’invio di questi impulsi è totalmente involontario.
Il SNA è costituito da due porzioni distinte ma sinergiche: il sistema simpatico e il sistema parasimpatico, i quali controllano alcune reazioni automatiche del nostro corpo.

Il sistema simpatico si mette in funzione quando siamo stressati, spaventati o sotto shock, quindi in caso di emergenza, il suo ruolo è di protezione del corpo in caso di lotta, fuga o congelamento.
Esso mette in atto alcuni processi tra cui l’ingrandimento delle pupille, l’aumento di velocità e forza della frequenza cardiaca e ne interrompe altri come per esempio la digestione.
La cosa più importante è che chiude le arterie che portano sangue agli organi non deputati alla difesa. Il suo ruolo è di salvarci la vita in situazioni di pericolo.

Dall’altro lato il sistema parasimpatico, che dovrebbe regolare il nostro corpo nel 95-98% del tempo della nostra vita, mantiene le funzioni corporali in uno stato di armonia e tranquillità.

Purtroppo il sistema simpatico non si mette in funzione solamente in situazioni di pericolo reale ma anche quando il pericolo è solo percepito, per esempio durante un parto vissuto con stress e paura. Quando il corpo non trova motivo di prepararsi alla lotta o alla fuga, sceglie la terza modalità: l’irrigidimento. Dato che l’utero non è un organo deputato alla difesa del corpo, non viene più sufficientemente irrorato di sangue e ossigeno, i quali vengono mandati verso altri organi considerati più utili in quel momento.
Per questo motivo i muscoli inferiori a forma di anello si tendono invece di rilassarsi e si stringono invece di aprirsi come dovrebbero. I muscoli verticali intanto cercano comunque di spingerli ed aprirli, ma i muscoli orizzontali si oppongono al movimento. Il collo dell’utero rimane chiuso e teso. Questa situazione provoca ovviamente un incredibile dolore e può essere anche dannosa per il bambino, la cui testa viene spinta continuamente contro un utero duro e irrigidito.

Normalmente la descrizione di questa situazione è “il mio utero non si voleva dilatare” e la conseguenza è di solito un intervento medico tipo la somministrazione di ossitocina o il taglio cesareo.
Se ci troviamo invece in uno stato di rilassamento il nostro corpo lavorerà da solo con i suoi tempi e i nostri uteri si dilateranno senza problemi e senza bisogno di aiuto anche se … attenzione! Non senza fastidi o in un intervallo di tempo programmabile.

Lascia fare al tuo corpo, dagli il suo tempo e accetta il suo modo di agire perché non ne esiste uno più giusto per te.

HYPNOBIRTHING

LA RESPIRAZIONE

IL RILASSAMENTO

LA VISUALIZZAZIONE