IL PARTO NATURALE

Perché ne abbiamo così paura?

Il mio nome è Irene e sono una mamma. Ho avuto la mia prima figlia a giugno del 2015 ed essendomi preparata tanto in vista del parto, ho avuto voglia di condividere la mia esperienza e le cose che ho imparato con altre future mamme. Per questo ho deciso di aprire questo sito. Spero che possa aiutare altre donne ad avere maggiore fiducia nella loro capacità di partorire i propri figli, “da sole”.

Da sole” vuol dire partorire senza necessariamente avere bisogno dell’aiuto di medici, medicine, strumenti o taglietti. Sono consapevole che questo vale solo nel caso di parti senza complicazioni.
Non voglio dare l’impressione di avere qualcosa contro la categoria dei medici o contro la medicina moderna, che ha permesso di salvare tante vite di madri e di bambini, ma sono convinta che il parto abbia molto meno a che fare con la medicina di quello che oggi crediamo.
Di fatto è l’evento da millenni più naturale nelle nostre vite e nella maggior parte dei casi non ha bisogno di aiuti esterni per accadere.
L’eccessiva medicalizzazione porta, dal mio punto di vista,  alla diminuzione dell’autostima delle donne, che subiscono il parto invece di esserne protagoniste attive.

parto naturale

Quello che a mio parere rende il parto nella nostra società sempre più difficile e le donne sempre più bisognose di aiuto è la paura e la diffusa convinzione che le porta a pensare di non potercela fare.
A questo si aggiunge spesso un’assistenza medica poco attenta ai bisogni della donna, troppo frettolosa e meccanizzata, che contribuisce a creare nelle donne sentimenti di frustrazione, rabbia e paura.

Una donna che non è preparata adeguatamente per il parto rischia di vivere l’esperienza più bella e forte della sua vita come un fallimento personale, un trauma che può avere anche serie conseguenze psicologiche.

La maggior parte delle donne è felice e raggiante durante la gravidanza, si gode appieno quel momento speciale di cambiamento che la prepara a essere mamma, esperienza gratificante e gioiosa nell’immaginario collettivo. Il ponte tra queste due fondamentali tappe , il parto, viene invece trascurato. L’inconscio opera una rimozione, si dice “meglio non pensarci… mi viene l’ansia”.

Sappiamo che non esiste il parto ideale, nessuno può prometterci di vivere un’esperienza estatica, orgasmica e senza dolore (anche se potrebbe succedere). Penso che ogni donna è un mondo a sé, che ogni parto è diverso dall’altro. Diverso è anche ogni bambino, artefice principale dei processi messi in atto durante il parto.
Secondo me il grande lavoro di ogni donna dal primo istante in cui scopre di essere incinta è dimenticare tutti i preconcetti, le paure, le frasi lasciate a metà,  le storie terribili di altri parti, le immagini dei film e le ansie. Importante è il silenzio interiore, l’ascolto del proprio corpo. Per questo è necessario una specie di “lavaggio del cervello” e tanta consapevolezza e conoscenza.

Il mio scopo è raccogliere le conoscenze che ho acquisito e le esperienze fatte nelle 40 settimane della mia gravidanza in questo sito, riassumerle con parole facili e chiare e renderle disponibili per tutte.
Vi dirò tutto quello che ha aiutato me in questo percorso così bello e avventuroso, culminato con l’arrivo di un’altra piccola streghetta sulla terra.

L’obiettivo finale non è che tutte le donne possano avere un parto naturale, ma che tutte arrivino al parto pienamente informate e dispongano degli strumenti necessari per avere IL MIGLIORE DEI PARTI POSSIBILI.

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