PERCHÉ

“…l’esperienza ci fa coscienti di una terribile verità: che i mali della prima infanzia li portiamo con noi per tutto il resto della vita. La vita dell’embrione e le vicissitudini del bambino sono decisive (…) per la salute dell’adulto e per l’avvenire della razza. Come mai, allora, “la nascita”, il momento più difficile che l’uomo abbia da superare in tutta la vita, non viene presa in considerazione? …Nessuno vede nel bambino appena nato, l’essere umano che soffre, né pensa all’estrema sensibilità di un corpicino che nessuno ha mai toccato, alle sue reazioni alle innumerevoli nuove impressioni fisiche, ad ogni contatto inusato.”
Maria Montessori, 1923

“Non si permette alla donna moderna di fare esperienza cosciente delle sue sensazioni fisiche e della loro eco emotiva, derubandola così della ricompensa data dalla consapevolezza della forza del suo parto” (1930)
Dott. Grantly Dick Read

Forse ora ti sorge spontanea una domanda: ma perché dovrei voler passare dall’esperienza di un parto naturale? Non sarebbe più semplice farmi aiutare dalla medicina moderna e dai suoi progressi e approfittare di un’anestesia che elimini tutto il mio dolore o di un “taglietto”, l’episiotomia, che allarghi il canale da cui uscirà il mio bambino?

La mia risposta non è dura e categorica. Non sono fanatica di nessuna ideologia e capisco che una donna possa non essere disposta a vivere un gran dolore o possa non avere fiducia nelle capacità del suo corpo. Penso però e sono convinta del fatto che tutte le donne dovrebbero essere pienamente informate riguardo alle procedure che ormai nei nostri ospedali sono di routine (anestesia epidurale, episiotomia, induzione del travaglio tramite ossitocina sintetica, taglio cesareo) e riguardo alle loro possibili conseguenze.

IL PROCESSO DEL PARTO – perfezione ed equilibrio

L’ANESTESIA EPIDURALE – un parto distaccato

L’EPISIOTOMIA – i poteri dimenticati della vagina

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