L’anestesia epidurale

un parto “distaccato”

Durante il parto avviene una profonda comunicazione tra la mamma e il suo bambino. Gli impulsi che il bambino manda al corpo della madre indicano che lui è pronto a cominciare il suo viaggio verso l’uscita e le risposte della madre aiutano il bambino nella sua discesa. Muovendosi e sentendo il bisogno di cambiare posizione a causa dei fastidi o dei dolori, la mamma permette al bambino di scendere attraverso il suo corpo più agevolmente e più velocemente.

Molte donne che si recano relativamente presto in ospedale rischiano di trovare impedita la loro libertà di movimento, dovendo rimanere sdraiate per ragioni solitamente estranee alla loro salute o a quella del loro bambino. In questo modo sentono i dolori del travaglio in maniera amplificata e iniziano a pensare che sia impossibile sopportarli.
Si dice che una caratteristica distintiva dell’ultima fase del travaglio, quella che precede l’inizio delle spinte, è la perdita temporanea della convinzione di potercela fare. Molte di noi si sono trovate a dire: “non ce la faccio”, “è impossibile”, “non ne posso più” e sono state investite da un forte desiderio di fuga. Ricordatevi che questo è un buon segno! Significa che il parto sta per finire, sta per iniziare l’ultima fase, quella dell’”espulsione” del bambino.

In tanti ospedali oggi viene offerta l’anestesia epidurale già nella fase iniziale del travaglio, in altri è addirittura usata come procedura di routine. In nessun caso però esiste il tempo o la volontà da parte dell’ospedale di spiegare alla donna quali sono gli effetti collaterali e le conseguenze dell’anestesia che sta per accettare.

Il parto con anestesia non può più essere considerato naturale perché viene alterato inevitabilmente quel delicato equilibrio ormonale di cui ho parlato qui.


Una volta che viene iniettata l’anestesia, la donna, oltre a perdere la percezione del dolore e ad essere ancora di più condannata all’immobilità, perde anche il profondo contatto con il suo bambino. Egli, non sentendo più la risposta della madre e non ricevendo più la protezione mandata dai suoi ormoni, normalmente si blocca, non invia più segnali né contrazioni e il processo del travaglio nella maggior parte dei casi si ferma.
Ecco perché si parla di reazioni a catena, perché nel caso in cui il travaglio si blocchi, la procedura globalmente accettata in campo medico è quella di somministrare ossitocina sintetica, ossia di indurre il parto. Le contrazioni provocate dall’ossitocina sintetica però sono talmente forti che in molti casi portano a una lacerazione spontanea o,  alla necessità di praticare un taglio cesareo a causa di una più difficile dilatazione.
Pensate che in Italia abbiamo il triplo di parti cesarei che nel resto d’Europa con una percentuale che sfiorava il 40% nel 2011 (rispetto al circa 12% del 1980).

Un’altra conseguenza dell’anestesia epidurale è che la donna non sente più il bisogno istintivo e naturale di spingere. Sarà un medico o un’ostetrica quindi a doverle dire quando farlo e quando no. Questo aumenta il rischio di sofferenza del bambino e anche quello di lacerazione nella donna, per evitare questo molte volte viene praticata direttamente un’episiotomia.

L’anestesia epidurale, come tutti gli altri medicinali, ha degli effetti secondari che non si verificano in tutti i casi, ma sono piuttosto frequenti, per esempio mal di testa, prurito su tutto il corpo, febbre, sensazione di spossatezza, in alcuni casi tristezza e depressione data da una sensazione di distacco dagli eventi appena successi. Con l’epidurale infatti la donna tende a subire il parto e a non partecipare attivamente con le spinte e le contrazioni alla nascita del figlio.
Raramente si verificano anche complicazioni più gravi ed è anche importante sapere che l’epidurale fa completamente effetto solo sull’85% delle donne. Potreste anche trovarvi tra quelle donne che vanno incontro a complicazioni e controindicazioni senza godere pienamente o non godendo affatto dell’effetto analgesico e del sollievo.

Possibili effetti collaterali per il bambino sono il rallentamento del battito cardiaco, difficoltà respiratorie e di succhiare al seno dopo la nascita.

http://www.9mesiedoltre.it/il_dolore_del_parto_e_i_suoi_significati.html

 

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